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IN CONCLUSIONE

Giunta al termine di questo blog non mi resta che tirare le somme. Il seno artificiale è un argomento ormai conosciuto da tutti, introdotto nell'immaginario collettivo soprattutto dai media, che spesso ne promuovono il lato negativo. Ma ho cercato di analizzarlo in modo oggettivo ed imparziale, concentrandomi davvero su cosa significhi questa pratica. Si parla di artificiale quando ci si riferisce a un oggetto che sia in grado di sostituire un elemento naturale già esistente, sia per migliorarne le prestazioni, sia per esportarlo in luoghi in cui ve n'è mancanza. In questo caso il seno artificiale è posto a sostituzione di quello naturale, ma non di tutto l'apparato bensì solo della porzione di grasso che sta al suo interno, ovvero quella che ne determina le dimensioni. Perciò non si ha una vera e propria sostituzione ma un' aggiunta , un metodo per sostituire il "riempimento" di cui le donne che si considerano meno dotate sono prive.  Si parla di sos...

LE INDUSTRIE PRODUTTRICI

Le industrie che si occupano della produzione di protesi mammarie sono quelle chimiche e medico-farmaceutiche , che hanno le tecnologie adeguate alla produzione di oggetti che siano adeguatamente sterilizzati e pronti all'utilizzo. Dalle industrie, il prodotto passa poi ai centri specializzati nell'impianto di protesi al seno, che sono incaricate di controllarne la provenienza e la corretta fattura.

LE TECNOLOGIE E LE SCIENZE DI REALIZZAZIONE

La produzione della protesi mammaria richiede numerose fasi ben definite. LA SCELTA DEI MATERIALI Il silicone deve essere di altissima purezza, mentre il gel di riempimento deve essere ad alta coesività e resistente ad una pressione di rottura intorno a 50Kg/cmq, per azzerare le possibilità di fuoriuscita del gel in caso di apertura dell'involucro. Il silicone viene trattato e sottoposto a polimerizzazione per ottenere una superficie non appiccicosa e senza tracce di sottoprodotti volatili. Infine, per ottenere le opportune proprietà meccaniche e per eliminare gli eventuali residui, si può effettuare una cura termica in forno per qualche ora. IL GUSCIO La produzione del guscio , che dovrà contenere il gel della protesi mammaria, prevede l'utilizzo di modelli sui quali viene deposto il polimero. Possono essere metallici o in materiale plastico : i primi garantiscono la semplicità di estrazione del guscio, ma hanno un elevato peso; quelli in materiale plastico, (Teflon e ...

I RISCHI

La mastoplastica additiva è un intervento abbastanza sicuro, ma come tutte le pratiche chirurgiche ci sono rischi generici e specifici per l'intervento. Il problema principale è la contrattura capsulare , ovvero la capsula che si forma intorno alla protesi inizia a stringere l'impianto, per cui la mammella si indurisce. Il trattamento è vario e può richiedere la rimozione od incisione del tessuto peri-protesico o talora la rimozione e la sostituzione della protesi. Una piccola percentuale di pazienti può sviluppare una infezione peri-protesica , che solitamente si evidenzia dopo una settimana dall'intervento. Può accadere che si sia costretti a rimuovere la protesi anche dopo qualche mese e a sostituirla con una nuova. Raramente può accadere che l'involucro della protesi si rompa per cause imprecisate e molto raramente il paziente se ne accorge spontaneamente. Normalmente la diagnosi avviene durante la esecuzione di una ecografia o di una mammografia; solo raramente ...

LE DIMENSIONI

Le protesi possono avere un  diametro  variabile tra 10,5 centimetri e 17 centimetri .  Ogni  150 cc  (o grammi) il seno aumenta di una taglia, ed esistono protesi di diverso peso, dai  100 cc fino ai 700 cc  ed oltre.

LE FORME ESPRESSIVE

Fin'ora si è parlato sono in termini tecnici e scientifici, ma non vogliamo di certo trascurare l'aspetto letterario. Importante esempio di come un seno rifatto può far parte della narrazione è il libro diviso in fumetti " My beautiful Mommy ", ideato da un dottore della Florida che ha cercato un modo semplice per spiegare ai bambini piccoli i risultati della chirurgia estetica. Di seguito l'articolo de La Stampa dedicato: Di seguto il link:  http://www.lastampa.it/2008/08/05/societa/aiuto-mi-si-rifatta-la-mamma-T0xlGLpRThUSogHFHxra8I/pagina.html

LE FORME

Sono solo due le scelte possibili in merito alla forma: - la protesi rotonda ha una forma semplificata, ha solo un fronte ed un retro e quindi elimina il problema della rotazione in seguito all'intervento; - la protesi anatomica invece, oltre ad avere un fronte ed un retro, ha anche un sopra ed un sotto, il che le rende più naturali ma anche più difficili da posizionare.

SONO DISPONIBILI IN ALTRI MATERIALI?

Fin dall’introduzione del primo modello di protesi mammaria, i più svariati materiali di costruzione sono stati testati clinicamente, alla ricerca del prodotto ideale che fosse chimicamente inerte, non allergenico, non carcinogenico, resistente agli stress meccanici, impermeabile ai fluidi corporei, non irritante, producibile nelle forme desiderate ed infine sterilizzabile.  Dopo circa quaranta anni d’impiego, ad affermarsi sono state le protesi  con l'involucro esterno in silicone. Se questo è sostituibile, ad oggi, con altri materiali, il riempimento è sempre in gel di silicone e non trova materiali alternativi. Una delle possibili sostitute è la protesi nanotesturizzata , realizzata in materiale hi-tech. Questo la rende più sicura, sia perché essendo liscia al tatto risulta meno irritante, sia perché si adatta alla forma del corpo, sia perché ha al suo interno un microchip che la rende tracciabile dall'esterno. In secondo luogo c'è la protesi al poliuretano che...

NELLO SPECIFICO

Ma nello specifico, come sono fatte queste protesi mammarie? Esse sono costituite da un involucro esterno in silicone e da un gel di riempimento sempre in silicone, il secondo altamente coesivo per evitare che si diffonda nell'organismo anche in seguito a rottura. La scelta del materiale è mirata all'ottenimento di una tolleranza massima da parte dell'organismo, in modo che non possa rigettare la protesi. Prima dell'impianto definitivo della protesi, nei mesi successivi all'intervento e per tutta la durata delle terapie adiuvanti, la normale procedura prevede la collocazione di un dispositivo ( espansore ), sotto il muscolo pettorale. L'espansore è un palloncino che viene progressivamente gonfiato con soluzione fisiologica allo scopo di distendere i tessuti e facilitare il successivo posizionamento della protesi vera e propria.

IL SENO ARTIFICIALE

Per seno artificiale si intende il risultato di un'operazione chirurgica che prevede l'introduzione di protesi mammarie al di sotto del tessuto cutaneo.  Tale operazione è spesso una mastoplastica additiva , che rappresenta  una possibilità per adeguare in modo armonico il seno considerato troppo piccolo rispetto all'immagine corporea generale o desiderata.