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IN CONCLUSIONE

Giunta al termine di questo blog non mi resta che tirare le somme. Il seno artificiale è un argomento ormai conosciuto da tutti, introdotto nell'immaginario collettivo soprattutto dai media, che spesso ne promuovono il lato negativo. Ma ho cercato di analizzarlo in modo oggettivo ed imparziale, concentrandomi davvero su cosa significhi questa pratica. Si parla di artificiale quando ci si riferisce a un oggetto che sia in grado di sostituire un elemento naturale già esistente, sia per migliorarne le prestazioni, sia per esportarlo in luoghi in cui ve n'è mancanza. In questo caso il seno artificiale è posto a sostituzione di quello naturale, ma non di tutto l'apparato bensì solo della porzione di grasso che sta al suo interno, ovvero quella che ne determina le dimensioni. Perciò non si ha una vera e propria sostituzione ma un' aggiunta , un metodo per sostituire il "riempimento" di cui le donne che si considerano meno dotate sono prive.  Si parla di sos...

I MODELLI

Parlando di seno artificiale non si può non parlare dei modelli a cui chi vi ricorre si ispira. Ogni donna che si sottopone all'intervento prende come esempio dei modelli femminili, molto spesso celebrità.  Mentre anni fa si parlava di misure ideali (il classico 90-60-90), ad oggi ci si è spostati verso una ricerca dell'armonia, ovvero si punta ad avere (o ottenere) un seno che sia proporzionato con il resto del corpo.  Le celebrità di oggi a cui si fa riferimento sono Irina Shayk con la sua terza coppa B, Cara Delevigne , Kate Hudson , Selena Gomez , Rihanna e così via. Questo dimostra che a livello culturale non ci siano dei veri e propri modelli fissi, ma che la bellezza cambi insieme alla società, si basti pensare alla forma delle statue del periodo classico (con il ventre tutt'altro che piatto ed il seno piccolo), delle pin-up anni '50 e delle modelle attuali. Tuttavia, se si deve trovare un canone di bellezza universale, è inevitabile pensare alla famos...

LA STORIA DEL SENO ARTIFICIALE

Si è iniziato a parlare di seno artificiale nel 1962 , quando Franck  Gerow e il collega Thomas Cronin effettuarono il primo intervento di mastoplastica al silicone della storia sulla trentenne Timmie Jean Lindsay . Si racconta che l'idea delle protesi mammarie sia venuta a Gerow in ospedale quando, maneggiando una sacca di sangue, si rese conto della sua consistenza.  Quello che rese la signora Lindsay favorevole a sottoporsi al primo intervento fu la proposta dei due medici, da cui si era recata per la rimozione di un tatuaggio e che le offrirono, oltre alla mastoplastica, anche di risolverle il problema delle orecchie a sventola.  Queste prime protesi erano già in silicone, furono impiantate nel '62 e mai più rimosse, senza causare problemi alla paziente. Da quel momento in poi questo tipo di intervento divenne famosissimo, soprattutto perché era nato nel periodo delle attrici formose come Marilyin Monroe e Jane Russel e delle bambole Barbie. 

LE DIMENSIONI

Le protesi possono avere un  diametro  variabile tra 10,5 centimetri e 17 centimetri .  Ogni  150 cc  (o grammi) il seno aumenta di una taglia, ed esistono protesi di diverso peso, dai  100 cc fino ai 700 cc  ed oltre.

LE FORME ESPRESSIVE

Fin'ora si è parlato sono in termini tecnici e scientifici, ma non vogliamo di certo trascurare l'aspetto letterario. Importante esempio di come un seno rifatto può far parte della narrazione è il libro diviso in fumetti " My beautiful Mommy ", ideato da un dottore della Florida che ha cercato un modo semplice per spiegare ai bambini piccoli i risultati della chirurgia estetica. Di seguito l'articolo de La Stampa dedicato: Di seguto il link:  http://www.lastampa.it/2008/08/05/societa/aiuto-mi-si-rifatta-la-mamma-T0xlGLpRThUSogHFHxra8I/pagina.html

LE FORME

Sono solo due le scelte possibili in merito alla forma: - la protesi rotonda ha una forma semplificata, ha solo un fronte ed un retro e quindi elimina il problema della rotazione in seguito all'intervento; - la protesi anatomica invece, oltre ad avere un fronte ed un retro, ha anche un sopra ed un sotto, il che le rende più naturali ma anche più difficili da posizionare.

NELLO SPECIFICO

Ma nello specifico, come sono fatte queste protesi mammarie? Esse sono costituite da un involucro esterno in silicone e da un gel di riempimento sempre in silicone, il secondo altamente coesivo per evitare che si diffonda nell'organismo anche in seguito a rottura. La scelta del materiale è mirata all'ottenimento di una tolleranza massima da parte dell'organismo, in modo che non possa rigettare la protesi. Prima dell'impianto definitivo della protesi, nei mesi successivi all'intervento e per tutta la durata delle terapie adiuvanti, la normale procedura prevede la collocazione di un dispositivo ( espansore ), sotto il muscolo pettorale. L'espansore è un palloncino che viene progressivamente gonfiato con soluzione fisiologica allo scopo di distendere i tessuti e facilitare il successivo posizionamento della protesi vera e propria.

NON SOLO IN ITALIANO

Vediamo come il termine "seno artificiale" viene tradotto in diverse lingue: - INGLESE : artificial breast - FRANCESE : sein artificiel - SPAGNOLO : pecho artificial - TEDESCO :  künstliche Brust - CINESE :  人造乳房 - GIAPPONESE :  人工乳房 - PORTOGHESE :  peito artificial - GRECO : τεχνητό στήθος - RUSSO: искусственная грудь

IL SENO ARTIFICIALE

Per seno artificiale si intende il risultato di un'operazione chirurgica che prevede l'introduzione di protesi mammarie al di sotto del tessuto cutaneo.  Tale operazione è spesso una mastoplastica additiva , che rappresenta  una possibilità per adeguare in modo armonico il seno considerato troppo piccolo rispetto all'immagine corporea generale o desiderata.